Simulazione di prestiti velocissimi per studentesse: come cercare le soluzioni più convenienti del 2021

Indice dei contenuti

Quello dei giovani è un problema avvertito sempre di più nel nostro Paese. A renderlo di stretta attualità è in particolare il fatto che molti ragazzi italiani hanno ripreso nel corso degli ultimi anni la strada dell’emigrazione. Decine di migliaia di giovani, in pratica lasciano l’Italia per cercare migliori occasioni di affermazione all’estero. Ove trovano ambienti più accoglienti e ben disposti a sfruttarne le competenze.
Il danno per il nostro Paese è peraltro doppio: non solo a partire sono i laureati formati dal nostro sistema scolastico, con grande dispendio di risorse, ma queste persone vanno ad arricchire i Paesi che li accolgono. Un vero e proprio boomerang cui, a quanto sembra, il sistema politico tricolore non sembra disposto a porre ostacoli di alcun genere.

Per le studentesse il problema assume le sembianze di un vero e proprio macigno

Se per i giovani i problemi posti dal Sistema Italia sono molto grandi, per le studentesse rischiano di rivelarsi un vero e proprio macigno. In questo caso, infatti, oltre che di giovani si parla anche di donne. Ovvero un’altra delle categorie storicamente svantaggiate nel nostro Paese.
Per loro, le opportunità sono ulteriormente ridotte rispetto ai coetanei maschi, tanto da spingere molti settori a proporre di sanare questa condizione con le cosiddette quote rosa, ad esempio all’interno delle istituzioni.
Proposte le quali, però, non sembrano in grado di spostare i termini della questione. La quale dovrebbe essere affrontata con soluzioni concrete e politiche attive. Tese a creare opportunità per tutti e non a sottrarle a qualcuno. Tra le possibili strade da praticare, va ricordata ad esempio la leva creditizia. Andiamo a vedere come.

I prestiti per studentesse

Proprio in considerazione delle esigenze delle studentesse, in particolare quelle che dopo essersi laureate vorrebbero intraprendere un percorso teso ad una sempre più accentuata specializzazione, vero e proprio grimaldello per affermarsi in un mondo del lavoro sempre più competitivo, il settore creditizio nel corso degli ultimi anni ha deciso di dare vita ad un paniere di proposte in grado di andare loro incontro.
Se si tratta in effetti di una sorta di palliativo, va comunque apprezzato questo tentativo. Teso con tutta evidenza a dare sostegno a famiglie le quali spesso non sono in grado di ovviare a tali esigenze. I prestiti per le studentesse comportano spesso il rilascio di cifre abbastanza contenute, ma al contempo preziose. Da tenere quindi presenti da parte di chi intende proseguire e perfezionare i propri studi.

Come reperire prestiti per studentesse realmente convenienti?

Naturalmente, il sistema creditizio non offre i propri soldi gratuitamente. Se i prodotti offerti sono sempre di più, occorre anche cercare di capire se siano effettivamente convenienti per i sottoscrittori. Anche perché troppo spesso le finanziarie operanti nel nostro Paese sono solite dare vita a pratiche opache, tese con tutta evidenza a creare zone d’ombra in cui è possibile annidare vere e proprie trappole. In particolare sotto forma di quei costi accessori i quali sono in grado, uniti l’uno all’altro, di far esplodere la rata prevista nei piani di rientro del debito contratto.
Per cercare di stroncare sul nascere queste pratiche si possono utilizzare vari strumenti. Partendo magari dall’esame del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), l’indice che prende in considerazione tutti i costi connessi ad un finanziamento. Non a caso spesso evidenziato molto meno rispetto al più neutro TAN (Tasso Annuo Nominale), il quale invece si limita a ricordare il tasso d’interesse del prestito.
Per poter reperire senza sforzo il primo, si consiglia in particolare di visionare il Modulo SECCI (Standard European Consumer Credit Information). Obbligatorio ormai dal 2011, è teso proprio a dare una idea più compiuta del reale costo di un finanziamento. Quindi da adottare alla stregua di un vero e proprio riflettore puntato sui reali costi del prestito.

Reperire prestiti convenienti tramite la simulazione dei prestiti

Oltre al modulo SECCI, il quale comporta comunque uno studio analitico del suo contenuto, c’è però un altro strumento in grado di spianare la strada verso un prestito realmente conveniente. Stiamo parlando della simulazione prestiti, ovvero quella che viene svolta dai cosiddetti comparatori online.
Di cosa si tratta? In pratica per comparatore si intende quella particolare utilità la quale mette a confronto prodotti analoghi, ad esempio del settore creditizio. Andando ad individuare in un arco temporale molto ristretto le soluzioni più convenienti.
Nel suo utilizzo, però, occorre tenere conto di un fattore di non poco conto. Tale da diminuire in pratica l’attendibilità di questo strumento.

Qual’è il problema dei comparatori?

In pratica, quando si parla di comparatori, si deve sapere che si tratta di utilità le quali hanno un costo per chi le propone. Anche perché questi portali sono soliti dare luogo a dispendiose campagne promozionali. Di fronte alle quali la domanda da porsi è sicuramente la seguente: come si ripagano questi costi?
La risposta è in fondo semplice: con la stipula di accordi con le stesse aziende del settore creditizio. Le quali versano a loro volta, in cambio, una commissione per ogni utente raggiunto dal sito.
Ne consegue perciò un dato di fatto facilmente immaginabile: ad essere mostrate saranno soltanto le proposte delle aziende con cui è stata avviata una collaborazione. Limitando così l’effettiva validità del comparatore.

Il precedente del 2014

Per capire meglio l’affermazione precedente, occorre a questo punto ricordare quanto accaduto nel 2014. Quando l’Unione Europea Assicuratori ha deciso di ufficializzare l’invio di un esposto formale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Con oggetto proprio le cattive pratiche commerciali dei comparatori online, in quel caso delle polizze assicurative.
In particolare, il ricorso inviato all’Agcm andava a toccare una serie di punti ben precisi. Ovvero, i seguenti:

  • il “risparmio” pubblicizzato in pratica non andava a citare il termine di paragone rispetto al quale esso sarebbe conseguito;
  • la mancanza di trasparenza derivante dal fatto che non si capisce il legame tra i comparatori e le compagnie di assicurazione. Una omissione estremamente pericolosa, in quanto tendente a pregiudicare la consapevolezza del consumatore nei confronti dei potenziali conflitti di interesse. In particolare, molti comparatori tendono a rimarcare l’assenza di costi a carico dell’utente per i propri servizi, affermando anzi che il premio di polizza non sarebbe gravato da commissioni. Affermazione evidentemente non veritiera.